domenica 25 agosto 2013

Lungo la strada

Mentre cerco ancora la strada sento una mano tra le mie. Mi stringe le dita, con forza e dolcezza, per non farmi cadere. La mano, poi, diventa un sorriso, una voce, un abbraccio. Si trasforma in note, parole, emozioni da condividere. Diventa affetto, amicizia, legame tra anime speciali. È vita che ti viene incontro e ti chiede di afferrarla.

giovedì 15 agosto 2013

Ode all'amore

Amor desiderato,
sognato,
amato.
Amor voluto,
goduto,
tenuto.
Amore goccia
di rugiada
nel palmo della mano.
Amore nel verde
della natura
rigogliosa.
Amor cantato,
suonato,
urlato.
Amor solo muove
la vita,
la conduce lontano.

sabato 10 agosto 2013

La notte delle stelle

Cerco un sentiero
luminoso che mi
conduca fino alle stelle.
Per esprimere desideri,
attendo che cadano,
lasciando la loro scia.
Io le osservero'
con speranza e fiducia,
le acchiappero'.
E sognero', insieme
a loro, un futuro
e una vita migliore

venerdì 2 agosto 2013

Il sogno di Settimo

E torniamo a scrivere racconti, da un'idea che mi è venuta osservando, da lontano, la vita del mio amico Settimo Marrone...il protagonista si chiama proprio come lui ma è lui o non è lui?:-) ah...per scriverlo sono partita da qui, racconto brevissimo,poi la fantasia è partita!



Settimo era un artista. Ma non era un artista comune. Lui creava, dipingeva, rendeva bello il mondo intorno a sé e sapeva come donare tanti sorrisi. Chiunque lo conoscesse non poteva fare a meno di chiedersi come faceva a trasformare in arte anche oggetti qualunque. Il suo era un dono,  ne era ben consapevole, pagato a caro prezzo. Si chiedeva spesso perché si sentisse così giù,  quando poi incontrava gli altri e li rendeva felici. E a lui chi ci pensava? Chi pensava alla sua di felicità?  Forse era questo il suo più grande cruccio. Stare a terra mentre il mondo intorno a lui gli sembrava felice. La sua vita doveva prendere una piega diversa. Quel convento gli stava stretto. Voleva volare lui. Come quel giorno sul parapendio. Forse uno dei giorni più belli della sua vita. Si era sentito finalmente libero, libero di essere se stesso, di volare come gli uccelli, di avere la vita che desiderava. E l'amore? Questo benedetto amore di cui tutti parlavano, avrebbe voluto viverlo anche lui, intensamente,  profondamente e chissà poi se era capace di amare? Settimo non poteva ancora saperlo, ma lui era in grado di amare, eccome. Il suo cuore era gonfio, tanto da scoppiare. E avrebbe incontrato una donna speciale che lo avrebbe reso felice! Questo ancora non lo poteva immaginare,  ma la sua vita presto sarebbe cambiata, come voleva lui. Avrebbe vissuto in un posto diverso, fatto dell'arte la sua vita e dell'amore la sua aria. 

Cap. 1

Il piccolo convento di Borgo Fontanelle era un luogo di pace e tranquillità. Molta gente ci andava per ritrovare il silenzio, per meditare, pregare e fare lunghe passeggiate nel verde che circondava la struttura.
I frati erano tutti dei gran simpaticoni; ognuno di loro aveva anche un soprannome. Fra Giuseppe, che si occupava della cucina e lo si capiva dalla corpulenza del suo corpo, era per tutti Fra pappina. Fra Marcello, che leggeva quasi sempre le letture durante le varie funzioni, era Fra breviario.
Fra Martino, che aveva occhialetti spessi e l’espressione sempre un po’ assorta, veniva chiamato Fra dottore. Insomma, la vita scorreva come un fiume placido. Anche Settimo, il protagonista della nostra storia, era capitato in questo fantastico posto per ritrovare se stesso, aveva bisogno di staccare la spina. Pensò che quel convento facesse al caso suo. Si presentò ai frati come artigiano, chiese loro ospitalità in cambio di aiuti di vario genere, imbiancare i soffitti, riverniciare cornici, cose così. Ma, ben presto, ci si fermò. Borgo Fontanelle gli piaceva, era un piccolo paese, curatissimo, pieno di fiori sui balconi, di strade ricostruite proprio come nel medioevo.

I frati gli volevano bene e lui ne voleva a loro. Ma come tutte le belle favole, anche quella di Settimo al convento non poteva durare in eterno. Le prime avvisaglie che qualcosa iniziava ad andare storto vennero fuori dopo i primi mesi. Le pie donne, quelle anziane almeno, erano pronte a far di tutto per metterlo in cattiva luce agli occhi dei frati. Qualunque cosa strana succedeva in convento, era colpa sua. Mancava il vino per la messa domenicale?  È stato Settimo a dimenticare di andare a prenderlo. Le piante del giardino morivano?  Settimo non le aveva innaffiate, sicuramente. Queste critiche non lo toccavano minimamente, perché, in realtà, Settimo godeva di buona fama soprattutto tra le giovani signore. Aveva,infatti, un piccolo vizio: importunava le mogli altrui.  La domenica passava in rassegna le giovani signore sedute tra i banchi e appena ne scorgeva una che faceva al caso suo, zac, iniziava l'approccio. Il classico, fiori, cena romantica, le casalinghe lo adoravano per i suoi modi gentili. Ma il gioco è bello quando dura poco, si sa. Un giorno, il vizio di Settimo venne scoperto. Si trovò,  da un momento all'altro, sulla ghigliottina. Chiunque parlava male di lui dopo che Sandro, il marito cornuto, lo aveva pizziccato con la moglie in atteggiamenti a dir poco inequivocabili. Settimo aveva tentato di negare persino l'evidenza ma, vista la furia di Sandro, detto Sandrone non a caso,  tentò la via di fuga che durò il tempo di un battito di ciglia prima che Sandrone lo afferrasse  per un braccio dandogli un sonoro e doloroso cazzotto in faccia. Per molti giorni, da allora,  Settimo andò in giro con vistosi occhiali da sole, scurissimi perché voleva nascondere il misfatto che, intanto, si era propagato per tutte le strade del ridente borgo sede del convento.

giovedì 1 agosto 2013

Il cielo dopo la tempesta

Cari amici e amiche,
a questo post ci tengo particolarmente, è una dedica a un amico per me importante, ma credo sia utile anche a me e a molte persone, per il messaggio finalmente positivo che esprimono queste parole. Perciò vi chiedo di leggere e commentare anche se vi va...grazie in anticipo a tutti voi!



Se la vita ti prende a pugni,
tu non smettere di lottare.
Sarà buio oggi o forse domani,
ma il sole torna sempre.
Guarda il cielo
dopo la tempesta.
Così è la vita.
Ti prende a schiaffi
ma basta guardare l'arcobaleno.
E sorridere ancora.


Per Stefano Lumine che combatte ogni giorno per i suoi sogni  e che fa di questo la sua vita