La notte arriva per
portarti via i pensieri.
Gli occhi restano
sbarrati, non si chiudono.
Cerchi un appiglio,
ma arriva lo scompiglio.
Il turbinio della mente
che non si ferma mai.
Il nuovo giorno fatica
a comparire, lo attendi.
Le ore sono lente,
le lancette quasi immobili.
Finchè non spunta il sole,
a ridarti il sorriso.
Il viso si distende,
nella luce tra le tende.
Lo vivrai il giorno
appena giunto.
Nonostante la turbolenta
notte .
l'ansiosa sveglia
RispondiEliminaarriva silenziosa
nel cuore al mattino.
Questo invece descrive le mie mattine.
Buongiorno Roccia
Anche tu mattiniero amico mio! Giornoooo
RispondiEliminaOh, Lauretta! Quante volte saremo state, noi due, in città lontane, ma entrambe sulla banchina della stazione deserta, ad attendere il nostro treno della notte, sempre in ritardo, sempre rinviato, per guasto, o sciopero del personale viaggiante? Il "personale viaggiante" sono i nostri pensieri, che protestano, si agitano, tumultuano... Quante volte, noi due nello stesso momento, anche se senza saperlo, in due luoghi diversi del mondo e della mente, abbiamo visto giungere l'alba, che ci feriva anzichè rasserenarci. Qui poi i nostri destini si dividono, tu hai virtù di coraggio, e vivi, nonostante la turbolenta notte; io invece più volte ho desiderato di morire, e ora sono tenuta in vita "artificialmente" da un cocktail di pilloline e gocce...
RispondiEliminaMa siamo entrambe donne sensibili, fino al dolore...
Un abbraccio cara.
Tua
Marianna