Fremiti di corpi,
gemiti di desideri,
s'odono da lontano.
Si stanno amando,
con respiri affannati
e mani intrecciate.
Si nutrono d'amore,
ne sono affamati,
assetati.
Sospirano d'amore,
si scambiano
la pelle.
Sono uno,
in quel grido
che li salva.
Il desiderio, l'appagamento, il bisogno di con-fondersi nell'amante. Questa minuscola poesia è un atto d'amore in sé, la si sente ansimare, con quei versi brevi, concitati, in crescendo, fino al parossismo di quello scambio di pelle, quasi raffigurazione fisica dell'atto d'amore, e a culminare in quel grido, che poi si scioglie con quella chiusa, quasi un sospiro: "che li salva"...
RispondiEliminaLauretta, poetessa, come Alda, tu sei un groppo insoluto d'amore!
Tua
Marianna
una poesia dolce con la complicità dell'amore che è vera tenerezza sublime stringente.
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