Ho come un bisogno
costante di
urlare, dentro di me.
Urlare al coraggio
che non ho,
alla forza.
Urlare al cielo
tutto il mio disagio,
la mia incostanza.
Io so che sono
diversa, so di
essere forte.
Devo solo crederci
Sono in partenza. Torno a Roma dopo più di 2 mesi sotto un cielo plumbeo. Il sole in Emilia l'ho visto 5 volte, raro come la speranza di trombare. Cara Laura, è difficile credere... Forse. Non so per quale magia, ma pare che credere nelle stronzate sia più facile, che credere in se stessi. È strano no? Pare che tutto dipenda dal fatto che le stronzate vengano ripetute più e piú volte. All'inizio magari son cose belle ed esaltanti e tutti le ripetono con gioia. Per esempio: amare è bello. Poi però subentra la creatività umana o uno scherzo o la voglia di guadagnarci su. Alla semplice frase si aggiunge una condizione (quando noi sappiamo che non è necessaria nessuna condizione). Alla frase 'amare è bello' qualcuno aggiunge 'se sei questo o quello. E questa frase viene ripetuta all'infinito. Fino a quando non arriva il genio e dice: Questa frase non ha senso. So io il significato: amare è bello, se sei bello'. E tutti esaltati a ripetere sta cosa. Tutti a dire, "Quindi se amo, io sono bello, perché amo". Ma a questo punto di geni, ne arrivano a bizzeffe, tutti presuntosi e tutti convinti di avere la risposta in tasca. I geni cominciano a ripetere "che solo loro sanno cosa sia la bellezza" e tutti gli credono. "La bellezza è troppo preziosa, se la vuoi devi comprarla". A furia di ripetere e ripetere, tutti perdono di vista la frase primordiale e cominciano a credere a chi le cose le ripete più forte a chi le ripete urlando. Qualche genio insidia che bisogna ripetere "che la bellezza è troppo preziosa per essere di tutti" e quindi dicono che "solo alcuni sono belli, gli altri non la meritano". In questa sarabanda alti urlano più forte " solo noi siamo belli, gli altri non meritano di vivere". Alla fine qualcuno dice "bhe no io non ammazzo nessuno. Ho un idea, stabiliamo un modello di bellezza così tutti saranno felici e diventeremo tutti uguali, come delle bambole di plastica. Certo la plastica è bella, liscia, un po' dura da trombare, ma ci si può lavorare sopra" ...è via così la gente non ricorda più niente, la cosa più importante diventa un modello di plastica, che a guardarla bene è mostruosa. Un giorno delle bimbe, corrono da una mia amica di 80 anni. Lei mi ricorda una di quelle megere delle favole, ma è tanto simpatica. La abbracciano e la baciano. La carezzano all'infinito e si attaccano alla sua gonna. Erano le figlie della padrona di casa della vecchia. La mia amica è evidentemente bellissima per quelle bimbe. O forse non importa come sei, non importa a nessuno, ma tutti vogliono credere che sia necessario somigliare alla plastica. Per qualche strana magia tutti vogliono credere nelle stronzate e starci male. Tutti tranne quelle bimbe che continuano a ripetere "Amare è bello".
Sono in partenza. Torno a Roma dopo più di 2 mesi sotto un cielo plumbeo. Il sole in Emilia l'ho visto 5 volte, raro come la speranza di trombare.
RispondiEliminaCara Laura, è difficile credere... Forse. Non so per quale magia, ma pare che credere nelle stronzate sia più facile, che credere in se stessi.
È strano no? Pare che tutto dipenda dal fatto che le stronzate vengano ripetute più e piú volte. All'inizio magari son cose belle ed esaltanti e tutti le ripetono con gioia. Per esempio: amare è bello. Poi però subentra la creatività umana o uno scherzo o la voglia di guadagnarci su. Alla semplice frase si aggiunge una condizione (quando noi sappiamo che non è necessaria nessuna condizione). Alla frase 'amare è bello' qualcuno aggiunge 'se sei questo o quello. E questa frase viene ripetuta all'infinito. Fino a quando non arriva il genio e dice: Questa frase non ha senso. So io il significato: amare è bello, se sei bello'. E tutti esaltati a ripetere sta cosa. Tutti a dire, "Quindi se amo, io sono bello, perché amo". Ma a questo punto di geni, ne arrivano a bizzeffe, tutti presuntosi e tutti convinti di avere la risposta in tasca. I geni cominciano a ripetere "che solo loro sanno cosa sia la bellezza" e tutti gli credono. "La bellezza è troppo preziosa, se la vuoi devi comprarla". A furia di ripetere e ripetere, tutti perdono di vista la frase primordiale e cominciano a credere a chi le cose le ripete più forte a chi le ripete urlando. Qualche genio insidia che bisogna ripetere "che la bellezza è troppo preziosa per essere di tutti" e quindi dicono che "solo alcuni sono belli, gli altri non la meritano". In questa sarabanda alti urlano più forte " solo noi siamo belli, gli altri non meritano di vivere". Alla fine qualcuno dice "bhe no io non ammazzo nessuno. Ho un idea, stabiliamo un modello di bellezza così tutti saranno felici e diventeremo tutti uguali, come delle bambole di plastica. Certo la plastica è bella, liscia, un po' dura da trombare, ma ci si può lavorare sopra" ...è via così la gente non ricorda più niente, la cosa più importante diventa un modello di plastica, che a guardarla bene è mostruosa.
Un giorno delle bimbe, corrono da una mia amica di 80 anni. Lei mi ricorda una di quelle megere delle favole, ma è tanto simpatica. La abbracciano e la baciano. La carezzano all'infinito e si attaccano alla sua gonna. Erano le figlie della padrona di casa della vecchia. La mia amica è evidentemente bellissima per quelle bimbe. O forse non importa come sei, non importa a nessuno, ma tutti vogliono credere che sia necessario somigliare alla plastica. Per qualche strana magia tutti vogliono credere nelle stronzate e starci male. Tutti tranne quelle bimbe che continuano a ripetere "Amare è bello".