Vento impetuoso,
scompiglia
i vestiti e i pensieri.
Vorrei si fermasse,
questo turbinio,
fuori e dentro me.
Vorrei un luogo
di pace e tranquillità,
sereno.
Dove ascoltare
il canto degli uccellini,
o le onde del mare.
Ma, forse, quel luogo
è nel mio cuore,
devo solo cercarlo.
RispondiEliminaBora scura
Qui, sulla riva del mio mare
soffia una bora giocosamente
chimata assassina:
perchè pare voglia spingere chiunque
nei flutti, crestati di schiuma bianca
come una birra scura agitata dalla mano
da un oste immenso già ebbro.
Gli uccelli gridano, qui, perché essi sono
gabbiani, dalle grandi ali elegantemente arcuate,
e le onde non mormorano, ma protestano
poiché il vento spinge anche esse al largo,
lontano da riva.
Rimane lo scompiglio, dei vestiti,
dei capelli che sciabolano gli occhi,
e dei pensieri, che qui si perdono
tra i massi della battigia
fino al bianco dente di pietra di Carso
che è il Castello di Miramare,
avvolto nell'areosol del salso fratello.
Io qui non posso neppure desiderare, una pace,
non mi è concesso: il vento folle,
questo vento che amo come s'ama un padre,
mi rapisce nel suo mondo audace e complesso.
Dedicata a Laura
Poetessa dell'Aurora
Limpida quant'io sono fosca.
Mai potrei vivere senza lei.
Marianna Piani